Ti sei mai chiesto perchè ci innamoriamo? Cosa significa amare ed essere amati? O cosa serve per creare relazioni di coppia che reggano nel tempo? Personalmente sono dell’idea che uno dei principali percorsi di vita sia proprio l’amore di coppia. Amare è un’esperienza trasformativa, ci permette di conoscere a fondo noi stessi e gli altri e il più delle volte riempie di senso la nostra vita. Solo se porterai l’attenzione sul tuo modo di amare, su cosa cerchi in una storia d’amore e soprattutto cosa dai, potrai capire cosa è per te l’amore.

Le relazioni d’amore, inoltre, oltre ad essere coinvolgenti e gratificanti, sono difficoltose perché mettono insieme due complessità che il più delle volte non sono note neanche ai singoli individui. Il senso della crisi, che la coppia può sperimentare, sta proprio nella possibilità, quindi, di diventare consapevoli di se stessi, delle dinamiche relazionali, dei propri bisogni, delle proprie aspettative e dei fantasmi che ci portiamo dietro dal nostro passato.

Innamorarsi: quando ci si sente un’unica cosa

coppia in spiaggia

Hai mai avuto la sensazione che il partner che hai incontrato e con cui hai avviato una relazione rappresenti l’altra metà di te? Se sei innamorato è proprio questo che provi: un senso di completezza e di pienezza. E’ la semplice presenza di quella che sembra la tua anima gemella che con le sue attenzioni, i suoi sguardi, il suo bisogno di te, ti fa sentire unico e speciale.

Questo aspetto, secondo alcune teorie psicologiche, indica che la coppia comincia a formarsi con l’illusione che ciascun partner possa soddisfare i propri bisogni attraverso la collaborazione dell’altro. Tale idea porta la coppia a vivere quello stato fusionale tipico dell’innamoramento. I due partner sono legati e sommersi da un’energia vitale formidabile, si sentono onnipotenti e totalmente distaccati dal resto del mondo. L’amore che li coinvolge permette loro di bastarsi reciprocamente e di non dover condividere o chiedere nulla agli altri: l’altro da sé è l’unica risposta ai propri bisogni. C’è di fatto un investimento emotivo verso l’altro di notevole portata. Il partner, inoltre, proprio perché considerato la risposta ai tuoi bisogni, presenta tutte quelle caratteristiche che lo rendono speciale e guarda caso molto simile a te. E’ qui che si cela l’illusione: sei tu a proiettare sull’altro tutto quello di cui hai bisogno. E tipicamente in questa fase i tuoi bisogni sono prontamente soddisfatti dal partner che a sua volta è innamorato di te. L’idea di sentirti importante per qualcuno ti galvanizza, ti fa sentire eccezionale, tuttavia ti lega al tuo amato/a in maniera rischiosa: ti fa dipendere dall’altro. Sperimentare l’amore in questo modo così potente, infatti, ti dà conferma del tuo valore che però dipende dall’altro: senza di lui o lei tu non esisti.

Il fuoco della passione

L’innamoramento è caratterizzato (o almeno dovrebbe esserlo) anche da un’accesa passionalità. E’ il momento in cui si vorrebbe fare sempre l’amore con il nostro amato, sentirlo vicino emotivamente e fisicamente. La passione ci lega all’amato, ce lo fa conoscere, ci rende intimi non solo per la vicinanza e la nudità dei corpi quanto per la possibilità di mostrarsi per quello che si è senza la paura di essere giudicati o feriti. Durante l’innamoramento, tuttavia, si verifica una situazione paradossale: ci si sente onnipotenti, in grado di fare qualsiasi cosa, pieni di energia, praticamente euforici, ma nello stesso momento anche fragili, vulnerabili. Basta poco per sentirsi offesi, abbandonati, non considerati, incompresi. I litigi in questa fase sono all’ordine del giorno perchè ancora non ci si conosce, si commettono errori, le aspettative portano fuori strada. Inutile dire che tutto ciò è la regola: la coppia comincia a conoscersi, piano piano si abbassano i veli dell’innamoramento e si riprende contatto con la realtà.

Allontanarsi senza fuggire

Prima o poi, quindi, l’innamoramento si esaurisce. Sembra infatti che questo periodo idilliaco possa durare al più un paio d’anni (anche se molte coppie in realtà non lo sperimentano mai….). I partner, che fino ad ora erano indifferenziati nella propria fusionalità, cominciano a sentire il bisogno di avviare un sano distacco. Ti trovi in questa fase se senti il desiderio di muovere i “primi passi” in quel mondo che sinora era escluso da voi e che adesso potete vivere come coppia che sta formando la sua identità. Purtroppo non sempre entrambi i partner vivono questa fase nello stesso momento. Si creano quindi quei conflitti tipici in cui l’uno sente il bisogno di prendersi i propri spazi e l’altro si sente abbandonato. Oppure uno vuole esplorare il mondo sinora tenuto lontano e l’altro teme un possibile tradimento. Inutile dire che l’invadenza dei social network e la loro costante presenza nelle nostre vite ha fin troppo esasperato questa delicata fase che richiederebbe pazienza, ascolto e una sana privacy.

Appartenersi senza soffocarsi

Queste prime difficoltà, se non vere crisi, mettono a dura prova la relazione che, nonostante sia ancora in formazione, può arrivare alla rottura. In questa fase del ciclo di vita della coppia è necessario che si realizzi quell’autonomia dei singoli partner che faccia percepire il senso di appartenenza senza che questo sia soffocante. Il singolo, quindi, deve star bene in coppia e saper anche stare da solo. Non sono rari i casi, tuttavia, in cui la coppia viene vissuta come asfissiante. Questo è quello che tipicamente avviene quando la gelosia prende il sopravvento e va oltre al naturale sentimento che esprime l’appartenersi in maniera esclusiva. In questo caso, infatti, il partner non sopporta l’idea che la sua compagna/o possa incontrare persone, vivere i propri spazi e interessi in autonomia, scegliere il look che preferisce. In poche parole non ci si sente più di liberi di decidere. Nel momento in cui la coppia non è più luogo di libertà e di piacere vuol dire che l’amore ha lasciato spazio ad altro che è il bisogno di controllare il partner.

La relazione cresce e l’amore cambia forma

Quando si supera la fase dell’innamoramento di fatto si avvia il viaggio a due. I partner sentono che la relazione possa crescere e colgono questa opportunità anche se non è una scelta casuale.

Il nostro modo di stare in coppia, di entrare in relazione con l’altro da noi ha le sue radici nella prima relazione fondamentale della nostra vita. E’ quella con la propria madre o con chi si prende cura di noi. Le scienze psicologiche hanno messo in evidenza come il rapporto che instauriamo con questa figura di accudimento nei primi anni del nostro sviluppo determini la nostra capacità di creare legami di attaccamento. In particolare le interazioni che abbiamo fin da piccoli con chi ci fa sentire protetti e accuditi ci porta a sviluppare un’idea del mondo e degli altri che poi riutilizzeremo nelle relazioni future. Ecco quindi che la vita a due può risultare stimolante, fonte di continue scoperte di sé e dell’altro. Basata sulla fiducia reciproca, oppure fonte di ansia, fondata sulla paura e sul controllo.

Incomprensioni e scontri

Anche se la tua relazioni è appena nata, quindi, è possibile che possa rivivere i timori e le frustrazioni che hai già sperimentato in un lontano passato. Queste difficoltà ovviamente mettono a dura prova la tua relazione di coppia poiché sia tu che il tuo partner potreste essere facilmente coinvolti in incomprensioni, scontri di potere e gelosie.

Se vuoi comprendere quali siano gli elementi e i condizionamenti che ti rendono difficile stare in coppia, è utile portare l’attenzione al tuo modo di entrare in relazione. Questo aspetto, infatti, tipicamente si ripete relazione dopo relazione con le stesse modalità. Prova quindi a rivedere le tue ultime storie d’amore e prova vedere se ci sono delle difficoltà ricorrenti. Potrebbero essere aspetti di te problematici o caratteristiche del partner che ti infastidiscono e che magari ti ricordano qualcuno: un genitore, uno zio, un fratello….

 

Consigli per far funzionare la coppia: darsi delle regole

L’amore a mio avviso rappresenta la condizione necessaria ma non sufficiente per far funzionare una coppia. Le dinamiche relazionali sono complesse e amare il partner non sempre è sufficiente per superare le difficoltà della vita a due in cui portiamo tutto noi stessi, paure e fragilità prima di tutto. Ecco allora che un aspetto da non sottovalutare quando si avvia una relazione di coppia è il tema delle regole. Esso rappresenta uno degli ambiti in cui la coppia rischia di incagliarsi facilmente ed entrare in crisis. Non sono rare infatti le occasioni che si trasformano in discussioni o veri e propri conflitti. I partner, infatti, si trovano spesso a confrontarsi con argomenti che richiedono la definizione e la condivisione di regole utili al superamento delle normali incomprensioni.

Regole esplicite ed implicite

E’ bene allora chiarire e decidere chi farà cosa, come si pensa di organizzare le tante cose da fare in casa, soprattutto quando arrivano i figli, ma anche come si vogliono gestire le finanze. La mancanza di regole o la mancata condivisione delle stesse, può causare incomprensioni, litigi, senso di frustrazione. L’esplicitazione delle regole può aiutarti ad evitare che sia tu che il tuo partner vi creiate quelle aspettative che immancabilmente vengono deluse.  Alcune regole, poi, non hanno bisogno di essere esplicitate, sono di fatto implicite: in coppia, infatti, agite quei comportamenti che sottendono il rispetto di determinate regole. E’ il caso in cui per l’ora di cena un partner prepara da mangiare, l’altro si occupa della tavola e gestisce la lavastoviglie. I comportamenti sono agiti senza doverlo definire in anticipo o di volta in volta.

Regole segrete

C’è poi l’ambito più celato e meno conosciuto, ovvero quello delle regole segrete. E’ il caso della sessualità in cui il confronto aperto è spesso imbarazzante e scomodo, quindi evitato. Il più delle volte la coppia non ha consapevolezza delle proprie regole sulla sessualità. E’ lui a dover prendere l’iniziativa, l’amore si fa a letto, questa pratica non è da coppia sposata, ecc. Se senti che ci sono aspetti della sessualità che vorresti migliorare è necessario confrontarsi su questi aspetti, esplicitare cosa ognuno di voi si aspetta dall’altro per evitare che il non detto crei frustrazione, risentimento e allontanamento.

La condivisione di cosa dà piacere, dei desideri che si ritengono inconfessabili, è già un modo per aggiungere quel tocco di mistero e di eccitazione che possono accendere e far decollare la passione. Una componente fondamentale dell’amore di coppia.

Consigli per far funzionare la coppia: non trascurare la passione

La sessualità durante l’innamoramento è caratterizzata dalla voracità, dalla quantità, dall’intensità, dalla difficoltà di aspettare, e così via, quando la coppia si stabilizza anche la sessualità cambia forma. Diventa più equilibrata, meno istintiva, si creano le condizioni per apprezzare le sfumature piuttosto che l’impeto del momento. Più il tempo passa, tuttavia, più si corre il rischio di trascurare la sessualità e gli elementi che possono mantenere alto il coinvolgimento fisico ed emotivo.  Non è raro, infatti, sentire di coppie che ormai fanno l’amore raramente o solo per routine piuttosto che per un vero desiderio. I motivi addotti sono tanti: lo stress lavorativo o familiare, le tante cose da fare, i pensieri assillanti, i figli piccoli, il poco tempo per sè, il corpo che cambia, ecc. A prescindere dalle motivazioni, che vanno ovviamente indagate per capire se c’è un problema nel singolo o nella coppia, è comunque importante dedicare alla passione tempo, energie e la giusta priorità. La sessualità rappresenta un collante necessario e determinante per la coppia ed escluderla o trascurarla, a meno che non sia una scelta condivisa, ne mina sicuramente le fondamenta.

Consigli per far funzionare la coppia: la gestione del potere decisionale

Il confronto sulle regole e una buona sessualità sono utili per vivere al meglio la vita in due ma anche per condividere la capacità decisionale in modo che nessuno possa sentirsi prevaricato. Di fatto alla base della condivisione delle regole c’è la necessità di distribuire il potere nella coppia, di non sentirsi vincolato e determinato dalle scelte dell’altro. Solo così la coppia potrà essere vissuta come un luogo di libertà e non di costrizione. In molte coppie c’è un partner decisionista e l’altro che si adegua il più delle volte. Magari lo fa per carattere, oppure perché è abituato ad assecondare le decisioni degli altri, o ancora perché in famiglia accadeva così. Anche se non sembra un problema è sempre bene lasciare che ognuno possa prendere delle decisioni, anche solo negli ambiti che ritiene per lui/lei più importanti: la scuola dei figli, la cucina, gli aspetti finanziari, lo svago, il sesso, i rapporti con le famiglie di origine, ecc. Per non sentirsi sopraffatti dal partner è bene esprimere la propria capacità decisionale nel modo in cui si senta di farlo. Scegli tu come, l’importante è che ti senta libero/a di decidere su alcuni aspetti della coppia e condividere così il potere decisionale.

Consigli per far funzionare la coppia: l’arrivo dei figli

Uno degli eventi che ha un impatto significativo sui partner e sulla coppia è senza dubbio l’arrivo dei figli. Si tratta di un evento il più delle volte atteso, desiderato e quindi ricercato. “Mettere su famiglia” è un’aspettativa sociale e individuale che spinge la coppia ad andare oltre ai propri confini ed essere più inclusiva. Tuttavia, questa tappa del ciclo di vita della coppia non è indolore né per i singoli, né per la coppia stessa.

Un nuovo ruolo per il singolo

Anche se è vero che la maggior parte di noi aspira a diventare madre o padre, di fatto solo quando lo si diventa si capisce veramente il significato di questo nuovo ruolo che assumiamo. La maternità si svela presto con i suoi grandi e piccoli cambiamenti che coinvolgono la sfera fisica, emotiva, affettiva e sociale. Quello di madre è un nuovo ruolo che la nostra partner si trova ad assumere e che avrà effetti profondi e non poco destabilizzanti nei diversi ambiti coinvolti. Confrontarsi con un corpo che si è modificato, con una maggiore sensibilità emotiva, con l’idea di doversi prendere cura di qualcuno che dipende da noi, con le attenzioni ma anche le richieste che il contesto sociale richiede alla neo mamma, è un banco di prova non indifferente.

Riorganizzarsi

Una sfida che richiede una completa riorganizzazione del proprio tempo, della propria vita, delle proprie priorità, quindi, di se stessi. Non meno importante è l’impatto che vive l’uomo quando diventa padre. Il senso di responsabilità si accresce, ci si confronta continuamente con l’idea di padre che si è sempre voluto diventare. Si fa i conti con il fatto che adesso c’è qualcuno che ha più diritto e bisogno di noi della presenza accudente della nostra partner. Tutto questo porta i partner a rivedere il proprio modo di stare al mondo e di stare in coppia.

Da coppia a famiglia

E’ proprio così, la coppia sta diventando famiglia. La realtà in cui i partner bastano a se stessi sta venendo meno. Moltissimo nei primi mesi, ma poi non così meno negli anni successivi, c’è qualcuno che reclama il primato dell’attenzione. Questo inevitabilmente assorbe molte delle energie dei partner e condiziona il loro sentire, pensare e agire. Conseguenza di ciò è che quello che prima funzionava in due, adesso non funziona più. Se prima, in coppia, era piacevole e divertente vivere in maniera leggera e alla giornata, adesso, con l’arrivo dei figli, diventa necessario pianificare e organizzare tempi, spazi e attività. Questi cambiamenti investono tutti gli aspetti della vita familiare: i rapporti con le famiglie di origine, le relazioni di lavoro e amicali, i rapporti nella coppia stessa.

Nuovi equilibri

Ecco allora che la coppia per affrontare al meglio questo tsunami evolutivo ha necessità di trovare nuovi equilibri in tutti quegli ambiti che sono stati coinvolti. Il menage familiare dovrà prevedere nuove forme di collaborazione tra i partner per evitare che uno di essi rischi di soccombere di fronte al nuovo carico degli impegni che si sono formati (tipicamente la donna). Se è questa la tua situazione, allora sarà necessario negoziare nuove regole sugli spazi di autonomia individuale per garantire il tuo benessere senza che l’altro si senta abbandonato. Dovrai confrontarti col tuo partener sul tipo e sul senso di educazione che si vorrà impartire ai vostri figli per evitare incomprensioni e lotte di potere. Sarà necessario trovare nuovi spazi e nuove modalità per continuare a vivere una sessualità gratificante, cementante ed evitare così che vi sentiate solo genitori e non più coppia. Un rischio elevatissimo e che spesso facilita il tradimento.

Consigli per far funzionare la coppia: la progettualità

I figli rappresentano un altro pilastro su cui si fonda la stabilità della coppia: mi riferisco alla progettualità. Con essa intendo l’idea che i partner condividano un progetto comune: sposarsi, costruire una famiglia, realizzare un progetto insieme, dedicarsi ad un’attività o alla comunità, ecc. Senza progettualità comune la coppia prima o poi va in crisi perchè le strade dei partner inevitabilmente tendono a divergere. Se desideri un figlio e il tuo partner non sente il desiderio di vivere la paternità, non puoi pensare di convincerlo o sperare che cambi idea. Lo stesso se vuoi dare struttura alla tua relazione con un passo impegnativo come potrebbe essere il matrimonio. Se la tua partner vuole vivere una storia leggera non puoi forzarla in una scelta che richiede una visione della coppia nel futuro.  Ad un certo punto tutte i partner si trovano di fronte alla necessità di decidere se vogliono realizzare qualcosa insieme. Se non sarà possibile, allora il viaggio in due sarà arrivato al capolinea.

 

Consigli per far funzionare la coppia: gestire il conflitto per superare la crisi

conflittualità

Man mano che il tempo passa, la relazione si struttura e la conflittualità, più o meno frequente, è normale nella coppia. Quando opinioni o desideri divergono, quando le aspettative sono puntualmente disattese. Quando le trappole della comunicazione fanno la loro parte, allora il conflitto si manifesta con tutta la sua forza esplosiva. E’ possibile, tuttavia, renderla meno dannosa se si cerca di gestirla piuttosto che farle prendere il sopravvento. Abbiamo già cominciato a vedere che la conflittualità può essere prevenuta anche confrontandosi sulle regole che la coppia vuole darsi, sui valori che i singoli partner vogliono vivere. Non meno importanti sono l’assunzione delle reciproche responsabilità di quanto accade nella coppia o in famiglia e la suddivisione del potere decisionale che troppo spesso giace da una sola parte.

Lasciare andare l’illusione della coppia romantica

Sarebbe bello, infatti, che le coppie e le famiglie fossero simili a quelle del mulino bianco che ci propone la pubblicità. Purtroppo gli stereotipi sono quelli che alimentano le aspettative illusorie che hanno poco a che fare con la realtà. La coppia romantica, in senso stretto, quella del finale da favola “…e vissero felici e contenti”, nasconde o sottostima le difficoltà che la vita di coppia vera inevitabilmente porta con sé. E’ bene quindi accettare il fatto che la coppia, nel suo lungo viaggio, si trasformerà, affronterà difficoltà, non sempre sarà il luogo magico che avevi immaginato quando eri innamorato/a.

Cambiare si può

Eppure nella crisi stessa o nelle difficoltà, c’è già il seme che porterà con sè la soluzione. Si tratta del cambiamento. Non è quel cambiamento spesso temuto perché considerato come una forzatura al nostro modo di essere. E’ il cambiamento evolutivo a cui tutti possono aspirare. Non si tratta di alterare la propria natura, ma di acquisire nuove modalità di pensiero, di sviluppare nuovi comportamenti, di allenare nuove abilità che ci possano permettere di andare incontro all’altro e trovare un punto d’incontro per crescere insieme.

Quando sento dire: “ma io sono fatto così”, faccio notare che la nostra natura è tale e immodificabile solo in pochi aspetti di base, tipicamente quelli biologici. Gli aspetti comportamentali, su cui si basa la maggior parte dei problemi della coppia, sono oggetto di scelta e possono essere modificati. Se sei sempre stato disordinato, magari non diventerai un campione dell’ordine però potrai fare molto nell’evitare di lasciare calzini e mutande in giro per casa. Se pensi di essere un ritardatario cronico puoi trovare tanti modi per cercare di essere puntuale o non arrivare con un ritardo clamoroso. Se rendi la cucina un campo di battaglia quando cucini, ti assumerai la responsabilità di pulire e sistemare tutto per evitare che tocchi al tuo partner o lo negozierai con lui/lei in cambio della cena o di un dopocena coi fiocchi…

Come vedi, spesso le nostre attitudini, il nostro modo di essere, vengono usati come alibi per non affrontare quel cambiamento che tutti possono sostenere e che potrebbe essere determinante per la serenità della coppia.

 

La relazione come percorso di crescita personale

In conclusione, quando avviamo una relazione intima con qualcuno lo facciamo con tutte le migliori intenzioni e sull’onda del coinvolgimento emotivo. Soprattutto se abbiamo la fortuna di innamorarci. Prima o poi, però, cominciano ad emergere le difficoltà dello stare insieme. La relazione non è più l’idillio iniziale, la passione non è più così presente e coinvolgente, la complicità diventa un bel ricordo. I figli e la gestione del menage familiare, poi, aumentano il livello di complessità del sistema famiglia che spesso fagocita la coppia. Insomma ci si trova ad affrontare qualcosa che non si era minimamente immaginato e che richiede la capacità di mettersi in gioco. Come anche la necessità di trovare nuovi equilibri e soprattutto di guardarsi dentro. E’ necessario, cioè, capire chi si è veramente. Quali sono le ferite che ancora ci portiamo dietro e che inevitabilmente condizionano il rapporto con l’altro da sé.

Specchiarsi nell’altro per conoscersi

L’incontro con l’altro, che possa essere il proprio partner, l’amante, ma anche un figlio, non è mai casuale. Le persone che incrociano la nostra vita hanno un significato ben preciso, ed è quello di metterci di fronte a noi stessi. Gli altri, cioè, sono degli specchi virtuali che ci costringono a guardarci dentro e ad avviare quel percorso di crescita personale di cui abbiamo bisogno per completare la nostra natura di esseri umani.

E’ per questo motivo che la crisi di coppia ci offre una grande opportunità: quella di essere se stessi e di superare i propri limiti grazie all’altro da sè. Questo non vuol dire che si debba rimanere insieme per forza, anche quando la vita in coppia è diventata solo sofferenza. Il senso della crisi è quello di far emergere le cose che non vanno e cosa occorre cambiare per tentare nuove strade insieme o da soli.

Allora, buon viaggio d’amore e buona crisi anche a te! E se lo desideri, commenta pure questo articolo riportando la tua situazione di coppia o la tua crisi personale, sarà un piacere per me dire la mia sul tuo percorso di vita…